ivan fantini

cuoco eterodosso e dimissionario, scrittore per urgenza. Ha pubblicato per la casa editrice Barricate "anonimo fra gli anonimi", "educarsi all'abbandono _ frammenti mutili" e "animanimale _ apologia di un genere umano". I racconti: Irma Armalli _ breve storia con anagrammi” per Hitokoto #5, "Lanugine" per Almanacco 2017 Quodlibet Compagnia Extra, "Nestore Zocaie" per Almanacco 2018 Quodlibet Compagnia Extra.




convivio poetico letterario
"dalla parola al canto"
a cena con Saba Anglana, artista

mercoledì 6 febbraio 2019 ore 20.30
Azienda Agricola Il Capannino
via Belarda 494 _ Montecolombo (RN)
una tavolata imbandita di prelibatezze romagnole della famiglia Allevi alternate dalla parola e dal canto di Saba Anglana in dialogo con Ivan Fantini. gelato artigianale di Silvio Di Donna 


convivio musicato
a cena con Andrea Minguzziartigiano gastronomico presso il Consolato Francese a Istanbul e 
Yasemin Akıncılar
violoncellista.




venerdì 4 gennaio 2019 ore 20.00
Azienda Agricola Il Capannino
via Belarda 494 _ Montecolombo (RN)
una tavolata imbandita di ingredienti della famiglia Allevi, lavorati dalle sapienti mani di Andrea Minguzzi, alternati dalle iperboli musicali di Yasemin Akıncılar in dialogo con Ivan Fantini, e dal gelato artigianale di Silvio Di Donna


“prendete quel che volete, mettete quel che potete”
28 dicembre 2018 - 1 gennaio 2019
festa d’inverno della paesologia

Bisaccia (AV)























convivio letterario
a cena con Franco Arminio, poeta e paesologo

mercoledì 14 novembre 2018 ore 20.00
Azienda Agricola Il Capannino
via Belarda 494 _ Montecolombo (RN)
una tavolata imbandita di prelibatezze romagnole della famiglia Allevi alternate dalle iperboli poetiche di Franco Arminio in dialogo con Ivan Fantini e dal gelato artigianale di Silvio Di Donna


convivio letterario
a cena con gli autori dell'Almanacco 2018 a cura di Ermanno Cavazzoni, Ed. Quodlibet

sabato 8 settembre 2018 ore 20.00
Azienda Agricola Il Capannino
via Belarda 494 _ Montecolombo (RN)


parteciperanno gli autori: Elena Contenta Patacchini, Alessandro Della Santunione, Ivan Fantini, Natalia Guerrieri, Alberto Piancastelli, Irene Russo, Marino Santinelli, Jean Talon.
una tavolata imbandita di prelibatezze romagnole alternate da iperboli letterarie e dal gelato artigianale di Silvio Di Donna

a seguire, in prima mondiale assoluta: 
Improperia. Popule meus, quid feci tibi?
Electronic revolution: canto gregoriano e harmonium con le cubiste Silvia La Ferrara e Luana Salvarani, un live di musica elettronica senza elettronica



Il primo ottobre 2018 intervista su wisesociety a cura di Maria Enza Giannetto




foto Francesca Sabatini





Poesia arti performative e comunità temporanee: quell’insospettabile Italia di aree interne e festival minori

[…] Nell’impossibile cartografia festivaliera, un centro, comunque, in qualche modo si è imposto: il forno a legna di Ivan Fantini, cuoco «eterodosso e dimissionario». Nella piazzetta Panevino, Ivan aveva aperto le porte di una cava in pietra e offriva cibi vini e succhi rigorosamente non a pagamento, ma in cambio «di quel che vuoi»: Prendete quel che volete, lasciate quel che potete il nome del suo spazio, della sua pratica.
Ivan è, per sua stessa definizione, persona fuori dal sistema: dal 2011 vive di baratto e di cucina dell’abbandono. È l’anno in cui Veglie in volo viene chiusa perché i prodotti dei suoi fornitori — i contadini e allevatori delle sue campagne — non rispettavano gli standard di igiene haccp. Osteria, luogo di sperimentazione oltre che gastronomica politica e culturale, laboratorio e progetto di vita. La sconfitta lo fa ammalare di colite, tutto ciò che segue è un processo di guarigione che Ivan ha raccontato in tre romanzi (di cui ad esempio “Nestore Zocaie” si può leggere nell’Almanacco Quodlibet 20186) che poi sono diventati anche spettacoli realizzati con la sua compagna performer e danzatrice paola bianchi, che non si riconosce nelle maiuscole. La sua cucina, adesso, parte dall’abbandono, dal cibo scartato donato trovato o scaduto. Non ha più un ristorante ma cucina dove lo chiamano e a condizioni semplici e intransigenti: a Bisaccia e ad Aliano, invitato a tenere delle cucine temporanee, Ivan Fantini si è presentato con frutta e verdura di scarto, raccolta nelle campagne romagnole subito prima di partire, poi il pane e il vino fatti dagli amici e venticinque bicchieri di vetro di casa sua, per scongiurare ogni ipotesi di plastica. […]
Francesca Sabatini / dudemag


foto Teresa Lardino

foto Barbara Magliano

foto Adam Victor

foto Camillo D'Angelo

foto Giuseppe Formiglio

foto Giuseppe Miccoli

foto Giuseppe Boiardi

foto Mimma Fiorelli

foto Pascal Melchionna


















IRPINIA D'ORIENTE FESTIVAL

26, 27, 28, 29 luglio 2018
BISACCIA - CENTRO ANTICO

Bisaccia non finisce mai.
Una dichiarazione d’amore insolitamente lunga. 
Ma neanche tanto, trattandosi di amore eterno.
Bisaccia è un posto che NON mantiene le attese. 
Le tradisce meravigliosamente. 
Non trovi un paese sofferente né moribondo. 
E il festival di Altura è lo specchio del paese che non ti aspettavi. Un paese che non ospita un festival: è il festival. Qui le star non fanno le star e più che occupare la scena aprono orizzonti, diventano loro stessi il palcoscenico: protagonista è il passante, l’ospite, lo sconosciuto - status che a Bisaccia dura pochi minuti: l’amicizia qui si chiede con una birra, uno sguardo, l’inizio di un canto o di un racconto. 
Bisaccia non è un paese per favole che inizino con “C’era una volta”. 
È paese affamato della carne viva delle storie. “Tu sei sardo?” è la domanda che ti fa chi ha voglia di raccontarti qualcosa. 
Bisaccia chiede di te perché ha tanta voglia di dire di sé. 
Bisaccia esiste come tutti i Paesi solo quando è nutrita di umanità. 
Quello che però fa male ai nostri paesi sono le abbuffate: ci si ingozza di gente pochi giorni all’anno, nei festival o nelle sagre, e poi si digiuna per mesi. 
E il dramma non è la solitudine delle tante Bisaccia in quelle lunghe penurie invernali. 
Il dramma è quello nostro che andiamo a farci sbranate dai posti sbagliati.
Bisaccia non è sud. 
È il nord che verrà. 
Bisaccia non è il passato. 
È il risveglio su cui siamo in ritardo. 
A Bisaccia sono partito sardo e son tornato compaesano dell’Italia interna.
Questo è il mio breviario poetico-turistico per chi volesse affrontare questa o altre Bisaccia. In realtà son solo 8 cartoline, pescate a caso nel mare dei fotogrammi di uno dei film più belli in cui mi sia mai trovato protagonista. 
Un film tutto di attori principali, senza comparse.
1) A Bisaccia i nomi delle vie vengono dopo quello delle persone. L’ospitalità è sacra e ti può capitare che ti diano le chiavi di casa di Luana ma nessuno ti sappia dire la via. Ti sanno dire che lei ora sta in Svizzera, dietro quale negozio sia la casa, vicino a quella di chi altro, sopra o sotto quale aneddoto su amici o parenti. Ma Google map non è pronto a questa modernità così antica, così umana. E così solo alle 4 del mattino ho trovato chi sapeva portarmi a casa di Luana ed è un musicista dub e un rapper storico di Bisaccia amico di amici sardi come Tellas e Arrogalla. Per dire.
2) il programma del Festival di Altura ha come orari degli eventi il meridiano del sud. Sul programma ufficiale sta scritto: di mattina presto, verso le sette, dopo le dieci, all’alba, alla controra... 
C’è un campeggio pieno della meglio gioventù di tutta italia. Più o meno li ho conosciuti tutti. C’è chi è venuto in autostop da Nottingham, ed è un quasi eroe popolare, c’è chi viene da Milano a Palermo, da Roma e da dietro l’angolo... Quello che è bello ad Altura non è quanta strada hai fatto, ma che te lo domandino e ti chiedano di raccontarlo, di raccontarsi, di raccontarci. 
Altura più che un Festival è la sagra della bella umanità. 
Oltre a non darsi orari certi, ha il primato mondiale di mettere in programma momenti dedicati all’imprevedibile da cui spesso sono sbocciate le cose più belle. Così ad Altura trovate appuntamenti senza orario né luogo come: Cantori delle panchine, Bivacco notturno con i musicisti senza portafoglio, Teoria e pratica dell’attività inoperosa, Parlamenti per farla finita con gli scoraggiatori militanti, Struscio da fermi, Musiche da matrimonio senza gli sposi, etc.
3) I canti. Ininterrotti. Tutto suona a Bisaccia: bottiglie, posate e bicchieri, alla peggio le mani, accompagnano tanta Calabria e Puglia, sapienza di canti contadini e di traversie amorose, tarantella e pizzica, organetti e mandole e tamburi e tante altre cose secolari di cui non ricordo il nome ma pazienza: non dimenticherò il suono. Dappertutto si diffonde grazie al vento, che tira sempre qui, dove la giornata finisce all’alba e si va a dormire così stanchi e felici che pure la notte si russa tutti in coro tarantolati.
4) Uno chef di cui mi sono innamorato, anarchico, poeta, tatuato, partigiano, resistente, rivoluzionario e dimissionario è Ivan Fantini. Ha scritto un racconto immenso sulla sua battaglia contro il cibo che tradisce, quello delle industrie, e ha capito così bene quale sia la battaglia giusta che tutti lo hanno preso per pazzo. 
Ma i pazzi sono i saggi del futuro, Ivan è un pioniere. Un pioniere del passato. Della stagionalità dei cibi, della sacralità degli ingredienti, del rispetto dei tempi della terra e dei cieli. 
Ha chiuso coi ristoranti e ora cucina solo per chi ama. 
Per tre giorni ha amato Bisaccia intera. 
Tre giorni in cui si è mangiato in modo così sublime che non si può dire a parole. 
Ma si può dire che per la prima volta in paese tutti hanno cacato bene e regolare. 
Il suo racconto lo potete leggere sull’almanacco 2018 di Quodilbec 
https://www.quodlibet.it/libro/9788822901798
All’ultimo saluto in piazza indossava una maglietta di grande magnificenza rivoluzionaria nell’epoca di Masterchef e dei cuochi divi. Stava scritto sul davanti: 
“sessant’orto”
E dietro: “anonimo tra gli anonimi”.
5) i giganti: Antonio Dimartino, e Angelo Trabace, Livio e Manfredi (il futuro della musica) e soprattutto Dario Brunori, un ragazzone che irradia più bellezza persino delle sue canzoni. Un gigante generoso. 
Sempre in mezzo a noi, e con lui compagni di viaggio meravigliosi con cui ho avuto la fortuna di trascorrere cene e canti per due giorni infiniti condividere con loro vita, confidenza, scherzi, palchi, essere gli uni spettatori dell’altro. 
E dagli amici che hai si capisce chi sei più che dalle canzoni che fai. 
Gli ho chiesto sfacciatamente un autografo: il mio,su Piccole Tracce Di Vita dove gli ho tributato un atto di resa senza condizioni: “quando un poeta con la chitarra incontra un poeta senza chitarra, il poeta senza chitarra è un uomo morto”
6) La cosa più folle è stato un casting improvvisato l’ultima sera andato avanti sino alle 4 del mattino dove mezza Bisaccia si è esibita davanti a un divano abbandonato su cui sedeva la giuria tecnica con Dimartino, Brunori e Arminio. 
E il sommo poeta-guastatore Calabrese in supporto. 
Decine e decine di esibizioni deliranti o bellissime, commoventi o esilaranti di uomini e donne e ragazzi e ragazze di ogni età e provenienza.
Ma non si può raccontare l’imprevedibile. Se volete ci sono i video.
7) io ho seminato canti e raccolto amicizia. Ho aggiunto non so quanti numeri di telefono alla mia rubrica. Non so quanti compagni di viaggio nuovi alla mia poesia. Non so più quanti saluti devo riportare in Sardegna. 
A Bisaccia ho imparato a “prendere ciò che volevo, lasciando in cambio quel che potevo”.
8 ) Franco Arminio. L’ultimo grazie non può che essere per lui. 
Tanto si può dire sulla differenza tra chi fa il poeta e chi poeta lo è. 
Ma niente c’è da dire su un uomo che è egli stesso poesia.
Insomma. 
Bisaccia e il suo festival sono così belli che fanno venire voglia di tornare a casa di corsa da chi ami, per farne la tua Bisaccia.
Affinché Bisaccia non finisca mai.
Sogni d’oro.
Andrea Melis









Hitokoto #5
31 autori per 145 pagine di storie e racconti che girano intorno alla parola ARMI.

c’è anche il mio racconto “Irma Armalli _ breve storia con anagrammi”.




MENO DEL KM 0
una collaborazione tra la famiglia Allevi e Ivan Fantini
Az. Agr. e Agrituristica IL CAPANNINO
via Belarda 494 _ Croce di Monte Colombo - RN



9 AGOSTO 2018
iperbole di ortaggi, erbe trovate e gelato - ospite Silvio Di Donna
29 GIUGNO 2018
verticale di anatra
25 MAGGIO 2018
verticale di pollo
20 APRILE
verticale di coniglio










ALMANACCO 2018. RIVOLUZIONI, RIBELLIONI, CAMBIAMENTI E UTOPIE a cura di Ermanno Cavazzoni 
L'Almanacco annuale delle voci più interessanti e a sorpresa che circolano oggi, della casa editrice Quodlibet dedicato a rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti e utopie.

La rivoluzione è un po’ caduta in disgrazia. Quanto alla ribellione, è diventata una faccenda da nevrastenici.
I cambiamenti sì, ce ne sono, uno cambia l’auto, uno cambia morosa, cambia ogni tanto il governo, cambia il tempo, maggio odoroso, eccetera.
E le utopie? Sulle utopie si deve sparare a zero, perché l’uomo è malfatto ed è meglio se resta malfatto.
Scritti di: Ugo Cornia, Fabio Donatini, Natalia Guerrieri, Patrizia Barchi, Paolo Pergola, Stefano Tonietto, Ermanno Cavazzoni, Paolo Colagrande, Alessandro Della Santunione, Andrea Lucatelli, Mauro Orletti, Alberto Piancastelli, Aldo Testa, Daniele Benati, Luca Mirabile, Jacopo Narros, Ivan Fantini, Marino Santinelli, Jean Talon, Elena Contenta Patacchini, Francesco Marsibilio, Paolo Albani, Irene Russo e Gianfranco Mammi.
«Il limbo è la società migliore, oziosa e un po’ lavorativa.»



Dodici storie di persone che resistono fuori dalle strade comode, quelle più frequentate, per seguire cammini più accidentati ma autentici, gli unici possibili per loro.





















ALMANACCO 2017. MAPPE DEL TEMPO. MEMORIA, ARCHIVI E FUTURO a cura di ERMANNO CAVAZZONI (Quodlibet)
Scritti di: Learco Pignagnoli, Gianni Celati, Daniele Zinni, Patrizia Barchi, Paolo Albani, Marino Santinelli, Aldo Testa, Paolo Vistoli, Luca Mirabile, Gianfranco Mammi, Stefano Tonietto, Adrián N. Bravi, Matteo Cavezzali, Ivan Fantini, Giovanni Maccari, Ugo Cornia, Daniela Mazzoli, Simone Marcelli, Paolo Pergola, Mauro Orletti, Fabio Donatini, Alessandro Della Santunione, Cristiano Micucci. Almanacco annuale delle voci più interessanti e a sorpresa che circolano oggi. Voci scritte del 2017, sul tema del tempo che passa, ovunque, senza sconti, senza pietà, e a cui si cerca di rimediare con la memoria o altre furberie, anche semplicemente con la scrittura, che è una speranza di sopravvivere nel tempo prossimo e forse futuro. Fatto in collaborazione con Fotografia Europea, rinomata esposizione fotografica annuale a Reggio Emilia (maggio 2017), che ogni anno si dà un tema diverso. "Nelle infinite mappe del tempo, ci si vede domani – Sì, a domani".








Io faccio così #139 – Ivan Fantini: una vita di cambiamenti… verso la libertà






Un Caffè Filosofico con il cuoco poeta Ivan Fantini

Basta con il caffè normale, oggi vorrei bere un caffè diverso e se è filosofico anche meglio. E si può, perché il ‘Caffè Filosofico’ esiste davvero: non si beve, ma riempie ugualmente il corpo e l’anima.
‘Caffè Filosofico’ è il titolo del ciclo di incontri organizzati, ormai da qualche tempo, dal filosofo riminese Loris Falconi.  Qui ci si confronta e si scandaglia l’animo umano, magari ascoltando qualche ospite che ha provato a dare un senso diverso alle cose, tramite le sue esperienze e la sua vita.
Questa sera, alle ore 21.00, sarà presente, al Rose Caffè di Rimini, Ivan Fantini, romagnolo doc, scrittore, cuoco e poeta: un personaggio dalle mille sfaccettature che leggerà alcune stralci dei suoi due romanzi: ‘Anonimo fra gli anonimi’ ed ‘Educarsi all’abbandono’.
Falconi prova a descrivere la filosofia di Fantini, racchiusa nelle sue opere: «Le due opere di Ivan parlano dell’anonimato, della contingenza, dell’etica, della morale, dell’isolamento, della sconfitta e dell’abbandono, dell’autodeterminazione e dell’emancipazione. Oltre a essere un grande artista e un caro amico e sono felice che abbia accettato il mio invito».
Ma chi è Fantini? Lui così parla di se stesso: «Ivan è. Per quel che può, in un mondo che si è ribaltato e continua a ribaltarsi, fatica a sentirsi bene. Questa fatica però è bella e lo rende anche felice. Ivan può definirsi un cuoco eterodosso e dimissionario, scrittore per urgenza».
«La filosofia per me è testa e corpo, – continua lo scrittore – sangue e sudore al cospetto dell’immanenza, funzionale alla propria autodeterminazione, il più alto concetto di filosofia morale. Anonimo fra gli uomini è stato considerato un manifesto politico, mentre Educarsi all’abbandono, sovverte il concetto che caratterizza l’uso della parola abbandono, attraverso un protagonista che si mette a nudo, senza alcun pudore, non tacendo il dolore».
Lo scrittore, poi, accenna anche all’importanza delle proprie radici: «Il territorio ha radice nel terrore. Il paesaggio lo crea il passaggio, perché il mio passeggiare ha dato molto a me stesso, avendo gli occhi raccolto meraviglia e devastazione».
Non è semplice capire e capirsi al giorno d’oggi, per cui se volete conoscere e conoscervi meglio, questa è l’occasione giusta per farlo.
Nicola Luccarelli





SCRITTURE
"animanimale _ apologia di un genere umano" _ 2017 Ed. Barricate
"lanuggine" in Almanacco 2017 Ed. Quodlibet
"educarsi all'abbandono _ frammenti mutili" _ 2015 Ed. Barricate
"anonimo fra gli anonimi" _ 2014 Ed. Barricate

ATTI PERFORMATIVI
"animanimale _ azione per corpo e voce" con Paola Bianchi, Fabrizio Modonese Palumbo, Andrea Chiesi _ 2017
"l'assenza" con Paola Bianchi, Nicola Amato, Paolo Migliazza _ 2017
"prove di abbandono" con Paola Bianchi e Fabio Barovero _ 2016
"esco", F.A.C.K. > forum di arte e cultura kontemporanea - Cesena _ 2013
"narrare l'agnizione", Festival Ipercorpo 2012
"io so dove sono", LUPO ricerche performative - Forlì _ 2012
"disordine da veglia" e "sassi vs trasmutazione eucaristica", Festival Ipercorpo 2011
Con Paola Bianchi, Electric Indigo e Pia Palme realizza "Abstrial", KosmosTheater, Vienna _ 2013
Con la coreografa Paola Bianchi realizza “Morto un poeta se ne fa un altro” sulla figura del poeta cantautore Piero Ciampi, per il festival “Colloqui con Y” di Molinella _ 2003.
“adius utòpia” evento quotidiano per ventiquattro persone sul “macello umano” e “il quinto quarto suino”. Il lavoro viene rappresentato tra gli altri al festival “Eat it!” allo spazio Kampnagel di Amburgo _ 2002
“il poeta è una elegantissima anima che va a cena sulle stelle”, un evento sulla figura di Piero Ciampi, nell’ambito del festival Santarcangelo dei Teatri _ 2002
“diciassette per una nubile senza candele”, sulla figura di Grimod de la Reynière, festival Giostra di maggio, Fidenza _ 2001

INSTALLAZIONI DI INGREDIENTI
“l’urgente rigore dell’abituale rituale”, Festival Màntica - Socìetas Raffaello Sanzio _ 2010
“qra – letteratura trasposta in ingredienti fotografati” in collaborazione con la fotografa Valentina Bianchi, Festival Ipercorpo 2010
“qra – letteratura trasposta in ingredienti fotografati”, Festival “ Play with Food” di Torino _ 2010
“stazione de profundis” per “via crucis, orazione civile per non dimenticare” di Francesco Niccolini, Festival Teatrale della cittadinanza democratica, San Marino _ 2009
“Perchè siamo stanchi di novità – omaggio ai Massimo Volume”, Festival Ipercorpo 2008

INSTALLAZIONI GASTRONOMICHE
"stanza", Kosmostheater - Vienna _ 2011
“concetto di forma”, Torino world design capital - Circolo dei lettori _ 2008
“Dedicatorio”, Tutti i sensi dell’arte - Macro di Roma _ 2007
“Mise en place”, Biennale Teatro di Venezia diretta da Romeo Castellucci _ 2005
Mondrian Kilroy Fund in occasione del concerto di Labeque-Mullova _2002
“pensiero-occhio”, festival Crisalide di Forlì _ 2001
House-gallery di Pino Casagrande per l’inaugurazione di Giganti, mostra d’arte contemporanea ai Fori Imperiali di Roma _ 2001
Libreria Holden di Alessandro Baricco _ 2001
Progetto internazionale Balcalìa, Torino _ 2001
Festival internazionale Incanti di Torino _ 2000 e 2001
House gallery di Ludovico Pratesi, Roma _ 2000
“Convito unico e irripetibile”, decennale della morte di Tadeusz Kantor, foto di Romano Martinis, video di Andrzej Sapja e messa in scena dei gemelli Janicki, Torino _ 2000
Evento unico di Jan Fabre promosso dal Consolato Belga e Infinito LTD a Torino _ 2000

MANIPOLAZIONI GASTRONOMICHE
Verosounds Recording Studio di Fabio Barovero, Torino _ 2009
Festival Santarcangelo dei teatri _ 1999, 2000, 2001, 2002, 2015
Circo Inferno Cabaret al Festival Santarcangelo dei teatri _ 2000
Scalcheria - teatrino d’eleganza e buon gusto, festival Crisalide di Forlì _ 2000
Andrate, Torino chiamato dalla cantautrice Lalli _ 2000
Festival Crisalide di Forlì _ 1999
Festival Prototipo - Interzona di Verona/Biennale di Venezia, premio Ubu _ 1999
Maffia Illecit Club di Reggio Emilia, chiamato dall’artista Andrea Chiesi _ 1998
Redz di Sant’Aquilina _ 1991

RELAZIONI
"Dell'abbandono. Passaggio nel paesaggio", Festival della Cittadinanza Democratica, San Marino _ 2012
"Nascita e sviluppo di un orto sociale", insOrto, Casa Pomposa, Rimini _ 2012
“Sul concetto di forma”, Torino world design capital - Circolo dei lettori _ 2008
“Cibestetica - tre conversazioni sulle estetiche del cibo”, L’arte di gustare, Milano _ 2002
“scalcheria: rituale d’eleganza e buon gusto”, Chiostri dell’Umanitaria a Milano _ 2001
“artigianato dell’artificio gastronomico”, Festival Crisalide di Forlì _ 2001.

GESTIONE SPAZI
boscost'orto _ dal 2011
Osteria con cucina Veglie in volo – San Clemente, Rimini _ dal 2003 al 2011
Stanza a domicilio – Morciano di Romagna, Rimini _ 1999 e 2000
Quadrare il Circolo - Stalla di Pegaso - Rimini _ dal 1994 al 1999