prove di abbandono
di paola bianchi e ivan fantini

prove di abbandono è azione coreografica e stralci di lettura dal romanzo educarsi all’abbandono _ frammenti mutili.
All’azione coreografica di e con paola bianchi  seguirà la lettura di alcuni brani del romanzo a opera dell’autore.


prove di abbandono abita luoghi, non attraversa spazi, che siano essi case private, luoghi condivisi da una comunità o abbandonati.

recensione di Laura Gemini
18/09/2016

SCRITTURE INCARNATE. RIFLESSIONI INTORNO A PROVE DI ABBANDONO

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Da tempo le arti performative ci consegnano una “verità” che prima non si dava tanto per scontata. Una verità che si è sincronizzata con le forme del sapere – scientifico e culturale – per mostrare come l’esperienza umana non possa che essere nell’emergenza dell’unità mente-corpo, bios e logos e che nelle diverse accezioni di questa condizione è possibile vedere all’opera l’immaginario, sperimentare l’esistenza di un’immagine efficace, trasformativa, finanche curativa.
Ed è proprio in questi nodi che possiamo rintracciare il valore di un lavoro come Prove di abbandono, azione coreografica di e con Paola Bianchi, da e con Ivan Fantini e interventi sonori di Fabio Barovero che ha come punto di partenza il secondo romanzo di Fantini, Educarsi all’abbandono_frammenti mutili (edizioni Barricate) da cui Paola Bianchi ha estratto una serie di immagini coreografiche, su cui Barovero ha lavorato per la composizione musicale e di cui Fantini legge alcuni passaggi.

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Da circa un anno questo lavoro – nato per abitare i luoghi, per costruire situazioni di vicinanza con numeri esigui di spettatori per volta – è stato ospitato prevalentemente, forse preferibilmente, nelle case private, poi in ambienti non usuali come librerie e osterie o nell’ambito di occasioni extra-teatrali ma anche in diversi festival. Da La luna e i calanchi di Aliano (direzione artistica di Franco Arminio) a Teatri di Vetro di Roma dove sarà possibile vederlo dal 29 settembre al 22 ottobre prossimi.
Nella scelta dei luoghi e delle occasioni in cui portare Prove di abbandono sta già una prima straordinarietà di questo progetto ovvero la valenza politica che risiede nella sua sostanziale indipendenza e nel fatto che la sua distribuzione dipende dal passa parola, dal coinvolgimento ospitale, dalle relazioni fra persone.
Scelta coerente fra l’altro con quell’idea di abbandono – sia nel titolo dell’azione scenica sia nel romanzo – che sta a significare non solo la resa, il venire a mancare di qualche cosa ma anche l’idea del dono, del lasciare qualcosa per qualcun altro in accordo con l’espressione del francese medievale à ban donner da cui deriva. Abbandonare come donare e donarsi – ma anche accettare di ricevere un dono, punti di partenza di ogni legame sociale sensato – è perciò il filo che lega le diverse parti di questo progetto che a ben vedere sembra fatto di molti doni e abbandoni.

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Sebbene Prove di abbandono nasca quindi come necessità coreografica ispirata dal romanzo, sul piano della resa performativa la sequenza testo scritto-coreografia viene capovolta: prima la parte coreografica poi la lettura dalla viva voce dell’autore. Questa dinamica invertita può essere pensata come un ulteriore segno del senso politico del progetto che ribadisce scelte e percorsi di ricerca indipendente e anti-rappresentazionista che caratterizza gli ambiti espressivi nei quali da tempo entrambi si muovono.
Nonostante la dichiarazione di un’ispirazione dal testo sia esplicita, il lavoro di Paola non rappresenta il testo, non lo traduce in immagini riconoscibili, ma lo attraversa secondo percorsi che sono tutti suoi, interni, incarnati. E che ritroviamo nella danza chiusa, muscolare, poetica e tragica che è la cifra drammaturgica della sua coreografia. Qui Paola privilegia quella che nel suo libro-manifesto Corpo politico. Distopia del gesto, utopia del movimento, definisce “danza interna” e che, diversamente da quella “esterna” che pone come centrale il rapporto del corpo con lo spazio, si concentra sul dettaglio, sulla vibrazione del corpo, sulla sua energia evocando il simbolico che è nel bios cioè nella vita.
Come ha detto una spettatrice durante uno degli incontri dopo Prove di abbandono il corpo di Paola prepara il corpo degli spettatori all’ascolto della lettura del testo e delle sue parole incarnate, ancorate al vissuto del personaggio protagonista del libro e a una scrittura serratissima che chiede attenzione senza ammiccamenti, senza ricerca del consenso.

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Educarsi all’abbandono_frammenti mutili è un romanzo che porta dentro alla storia di un personaggio e dei suoi deliri: quello che pensa, le esperienze che ricorda, le cose che fa ma che spetta al lettore mettere insieme guidato dalla struttura grafica del testo con i caratteri che cambiano, ad esempio, e soprattutto con i frammenti mutili: vere e proprie pagine bianche che chiedono al lettore di fare una pausa, di interrompere il flusso del romanzo il cui senso finale ci interpella come esseri umani, nella nostra capacità, o volontà, di educarci all’abbandono.
Ivan, che non è un attore, legge con la sua voce, con tutto il suo corpo – che è l’espressione di una provenienza, di un bios ancorato a un logos – e apparentemente senza guardare il pubblico si accorge di tutto. Di chi lo osserva, di chi chiude gli occhi per ascoltare meglio, di chi si distrae… Alla fine, quando anche lui si allontana dal leggio, si comprende l’operazione nel suo complesso, si pensa per immagini, si cominciano a riconoscere dei segni – ad esempio un gesto di Paola che richiama la copertina del libro di Katjuscia Fantini oppure una relazione tra la danza che sembra sciogliersi a un certo punto insieme alla melodia – pur sapendo che quei segni li abbiamo noi nella nostra testa, che quelle associazioni le produciamo da soli nel bisogno di ricondurre sempre l’ineffabile a qualche cosa di conosciuto o riconoscibile. Oppure soltanto perché il lavoro spettatoriale non è mai passivo.

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Ph. @Bets
Le conversazioni che seguono sono il prodotto di una comunità temporanea che si costruisce ogni volta. Non è un semplice confronto fra pubblico e autori. Sensazioni e domande condivise hanno ben poco a che fare con la semplice curiosità di chi vede uno spettacolo. Rimandano piuttosto a quell’intreccio fra arte e vita che può riguardarci tutti, al dono che l’arte da sempre elargisce agli esseri umani.





ph Alice Guarini

recensione di Enrico Pastore
29/03/2016
PROVE DI ABBANDONO DI E CON PAOLA BIANCHI E IVAN FANTINI

Abbandono. Parola complicata. Un oscillare tra positivo e negativo, entrambi bordi d’abisso. Da una parte un dare in balia, dall’altra un lasciar andare, un affidarsi completamente. E questo fluttuare è ambiguo anche nell’etimo. A bandon, vendere all’asta, all’arbitrio del miglior offerente; oppure Ab Handen, l’essere fuor di mano di un oggetto, un lasciarlo andare al suo destino, come una barchetta al destino dell’onda, un lasciarlo esistere con le sue forze senza imbrigliarlo nella funzione. Se a questo metafisico dondolio si aggiunge la parola: prova, tutto si fa ancor più complesso nel suo tendere ai confini di due estremi.
Le azioni coreografiche di Paola Bianchi e le letture di Ivan Fantini, dal suo libro educarsi all’abbandono: frammenti mutili, sono dunque agite tra l’essere lasciati e il lasciar andare. Una danza composta di gesti attivi, a volte violenti, ma subito lasciati, abbandonati. Un corpo in movimento, a scatti, frastagliato nei ritmi, schizofrenico nell’agire degli arti a diverse velocità e ritmi, nel perpetuo dondolio tra il lancio e l’abbandono a una caduta, sia essa tragica e non voluta, sia essa volontaria.
E poi il testo di Ivan Fantini. Episodi, stralci, frammenti di un agire-patire a volte in una cucina ossessionata dallo sfrigolar di carni su una griglia, che ricorda un po’ gli inferni di Emanuel Carnevali nelle cucine d’America; a volte in una campagna popolata da animali dotati della potenza dello spirito dei tempi antichi, con oggetti dotati di forza, di significati che vanno ben oltre il loro consueto. Un essere accerchiati da azioni, cose, animali che potenti oltre ogni dire, lasciano in balia, abbandonato alle proprie miserie, a pensieri vorticosi che non trovano sbocco perché avulsi da una natura che se ne frega del nostro rimuginare.
Danza e parola, corpo e suono, perché musicisti si alternano nei diversi luoghi improvvisando sonorità che si intersecano con i diversi stati e strati di abbandono. Anche i luoghi dove avvengono queste azioni è significativo: in abitazioni private, in luoghi abbandonati, oscillando tra il privato e l’assente, dove il pubblico è lì per invito, come ospite, non come a teatro dove paga ed entra a godersi l’intrattenimento. Certo, molti diranno, mica da oggi si fanno azioni artistiche, performance, in casa o in luoghi che non siano teatro, mica c’è da stupirsi. Eppure il consueto è portatore di fresche brezze di senso. Non perché abbiamo sentito mille volte il tema dell’habanera di Carmen, il senso di pericolo e di furiosi spiriti liberi e vitali vien meno, anche se viene usata per pubblicizzare un detersivo. La maestria del fare, dell’artista vero che agisce solo perché spinto da intime esigenze che profonde scuotono il suo essere, non cade mai nello scontato. Solo il mestierante e il dilettante ricadono nel circolo vizioso della consuetudine, perché incapaci di sfuggire all’attrazione del consenso, del facile, dell’ovvio. La commozione, come insegna Morandi con le sue nature morte, – sempre quelle bottiglie, sempre loro -, può abitare anche sulla tavola grezza della casa di campagna.


2016

28 febbraio

Libreria Il Catalogo _ Pesaro

18 marzo
Residenza San Salvario _ Torino

19 marzo
casa privata _ Torino

20 marzo
Mulino VeroSound
 Rivoli _ TO

21 marzo
Scoop _ Torino

22 aprile
casa privata _ Roncofreddo FC

23 aprile
casa privata _ Rimini

24 aprile
casa privata _ San Giovanni in M. RN

7 maggio
casa privata _ Bologna

8 maggio
Circolo Ribalta _ Vignola MO

10 maggio
casa privata _ San Clemente RN

28 maggio
ex macello _ Rimini

29 maggio
ex macello _ Rimini

12 giugno
Settima Fila _ Pesaro

25 giugno
mijic architects _ Rimini

17 luglio
Nell'arena delle balle di paglia _ Cotignola

20-25 agosto
Festa della paesologia _ Aliano

14 settembre
casa privata _ Cagliari

16 settembre
casa privata _ Cagliari

18 settembre
casa privata _ Cagliari

29 - 30 settembre
festival TDV _ Roma

1 ottobre
festival TDV _ Roma

14 ottobre
festival TDV _ Vignanello VT

15 ottobre
festival TDV _ Calcata VT

16 ottobre
festival TDV _ Trevigiano Romano RM

21 ottobre
festival TDV _ Tuscania VT

22 ottobre
festival TDV _ Bolsena VT

27 ottobre
Tenuta del Tempio Antico _ San Giovanni in M. RN




















































































































































































































2014

boscost'orto
"con il berretto di un cuoco 
faremo una bandiera"








































































 

2013

boscost'orto
ancora non è, non è "mai"


MATRIOSKA #4
7, 8 dicembre
Castel Sismondo _ Rimini

TZENGHNE 24 novembre
Pesaro

TZENGHNE 3 novembre
Pesaro

TZENGHNE 20 ottobre
Pesaro

DELIZIOSETTO #1
15 settembre
Rimini

UNICO E IRRIPETIBILE?
24 agosto
Santarcangelo di Romagna

COMPLOTTO
13 luglio
Saludecio

MATRIOSKA #3
1, 2 giugno
cantiere Ala Moderna del Museo della Città _ Rimini

F.A.C.K.    
Forum di Arte e Cultura Kontemporanea
25 maggio ore 18.00 - 20.00
Quale uscita radicale? > dibattito
ore 22.00
Esco _ cronaca d'appunti per un disappunto > lettura/installazione
ex macello di Cesena
 
ABSTRIAL
25, 26, 27 aprile
debutto al KosmosTheater _ Vienna

ANTICA FIERA DI SAN GREGORIO
8 - 17 marzo

ABSTRIAL
15 -19 febbraio
prima sessione di prove _ Vienna





2012

l'utopia passeggia



7, 8, 9 dicembre
Matrioska
Corte degli Agostiniani _ Rimini

9, 16, 30 novembre
complicità C_A_P 05 deviAZIONI

21 settembre ore 22.00
narrare l'agnizione
Ipercorpo 2012
Deposito ATR
Piazzetta G. Savonarola 6 _ Forlì

16 settembre dalle 12 alle 23
deliziosEtto
Casina del bosco Events garden
via Beccadelli 15 _ Rimini

30 agosto ore 20.30 e ore 23.00
adius utòpia
Malafesta festival
Santarcangelo di Romagna

28 agosto, 1 settembre
festival della Cittadinanza democratica
San Marino



27 luglio, 24 agosto, 14 settembre
dalle ore 19
Gustavino
via Lungomare Libertà 7 _ Riccione













































































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